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L’editoria ai tempi del Web
L'editore possiede un patrimonio costituito dai contenuti che sono però, con l'attuale flusso, difficili da estrarre e ancor più complessi da rieditare per il web, senza una rielaborazione lunga e costosa.
L’impatto delle tecnologie ha determinato la perdita di centralità del prodotto fisico (su supporto cartaceo o multimediale) a vantaggio degli elementi immateriali della produzione editoriale e delle nuove modalità di creazione del valore per l'utente finale. In questa evoluzione si trasformano le funzioni svolte dall'editore che diverrà un gestore di informazioni e contenuti da distribuire su diversi format e canali. L'editore deve concentrarsi nella selezione e trattamento dei contenuti e delle informazioni e nella loro aggregazione e strutturazione formale e narrativa. L'offerta di contenuti deve essere integrata con quella di servizi, associando tali attività con le esigenze degli inserzionisti e dei sistemi di transazione commerciale.
Questa visione evolutiva del mercato editoriale ci ha condotto negli ultimi anni ad avviare iniziative sui nuovi media e a focalizzare una strategia di innovazione dei processi interni basata sulla classificazione dei contenuti. Convinti che la distribuzione dei contenuti sia funzionale alla localizzazione geografica dell’utente, stiamo lavorando alla georeferenziazione degli archivi. Non si tratta tuttavia di semplice automatizzazione della procedura di trattamento dei contenuti, ma della effettiva possibilità di traslare l’operatività degli addetti redazionali su un piano che privilegi le fasi di organizzazione critica dei contenuti, a scapito delle fasi più prettamente meccaniche, allo scopo di elevare il valore aggiunto dei contenuti accrescendo virtuosamente il valore della banca dati.
La rete Internet ha determinato il proliferare di iniziative editoriali online, spesso prive dei requisiti di professionalità propri dell’editoria. Le tecnologie digitali e di rete predispongono i contenuti per un uso più agevole, anche se l’apparente semplicità di gestione e di riuso hanno determinanto un progressivo aumento della quantità e della circolazione dei contenuti, a discapito della qualità e dell’affidabilità degli stessi. In questo contesto diventa davvero difficile capire quanto sia attendibile la fonte e quale sia il grado di consapevolezza che ne hanno coloro che vi accedono e interagiscono.
L’utente, investito da un flusso di contenuti ingente e disorganico, ha difficoltà a trovare risposte soddisfacenti alle sue richieste di approfondimento e, nella logica del Web 2.0, diventa parte integrante del processo editoriale contemporaneo: contestualizza i contenuti e le informazioni aggiungendo le proprie valutazioni personali o li riorganizza secondo le specifiche esigenze. Quindi, accanto ai tradizionali modelli di broadcasting o alle possibilità narrowcasting introdotte dall’ICT, si assiste ad un nuovo modello, caratterizzato dalla reinterpretazione delle dinamiche di diffusione dei contenuti, secondo un rapporto rinnovato tra pubblico ed editori. Entrambi i soggetti diventano parte attiva nel processo e sono oggi in grado di sperimentare modelli editoriali innovativi, i cui contenuti possono essere selezionati, riorganizzati, integrati e distribuiti in una logica collaborativa, capace di soddisfare le reciproche esigenze degli attori coinvolti.
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